L'editoriale
Mi chiamavo Cirillo e son morto in una cantina
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Con tutto lo sforzo che si fa, diamine!, a tenere nascosta la rogna e uno che fa? Ti muore a ridosso di Natale nello scantinato di uno stabile popolare dove aveva cercato rifugio per la notte. Un bell’accidente! Non ha neppure un nome rumeno o pakistano, ma italiano che può indurre i cittadini a provare pathos per la tragedia umana. E questo non è funzionale al sistema che ti vuole numero e non persona.
Si chiamava Ignazio Cirillo, d’accordo l’èra mìa un di nòss, veniva da Torre Annunziata, vicino a Napoli ed è morto sabato scorso da senzatetto nella periferia di Lugano. Eppure, colpa dei social, basta andare su Facebook per vedere che era una persona comune, occhi chiari, due figli, la passione per la musica. Un uomo che doveva aver avuto una casa, forse essere stato a sprazzi anche felice, sorridente e ben vestito davanti a una tastiera. Fa effetto pensare che potesse essere uno di noi e sia finito consumato nel rogo scoppiato probabilmente per la candela accesa in una cantina fredda e buia occupata illegalmente (si dice così).

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21.12.16
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L'ultima edizione

21 Dicembre 2016
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Ultime rubriche

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La storia
Il dramma dei lavoratori anziani sostituiti da interinali letto attraverso il caso di un operaio coraggioso

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Una storia a lieto fine, dal sapore natalizio. L’inizio non era certo dei più promettenti. Livio, dopo ventidue anni di vita lavorativa consumati sui cantieri della stessa impresa, a 14 mesi dalla pensione riceve un calcio e via. Ma la sua tenacia viene premiata, la ditta si scusa e lo riassume. Se la storia personale di Livio si conclude bene, purtroppo la realtà collettiva di tutti i giorni non è un film natalizio.

La storia si potrebbe riassumere anche in versione mitica, quella di Davide, il piccolo operaio che sconfigge il gigante Golia. Perché l’impresa di costruzione Implenia, un gigante lo è di certo, dall’alto dei suoi 3,3 miliardi di franchi di cifra d’affari annui generati dai suoi 8.200 dipendenti.

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21.12.16..
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Svizzera
Nel corso del 2017 saranno pagati i primi indennizzi. Vasco Pedrina (Unia): buon compromesso

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Le vittime che hanno subito un’esposizione all’amianto (lavorativa o ambientale) in Svizzera e che si sono ammalate dopo il 2006, quelle che si ammaleranno nei prossimi anni e i loro familiari, avranno diritto in tempi brevi a un indennizzo finanziario per il torto subito e a un maggiore sostegno psicologico. Le prestazioni saranno finanziate attraverso un apposito Fondo che sarà costituito nei prossimi mesi, conformemente all’intesa raggiunta lo scorso 30 novembre tra i partecipanti alla tavola rotonda organizzata a questo scopo dal capo del Dipartimento federale dell’Interno Alain Berset.

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21.12.16..

Dossier

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Votazione sulla RII 3
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Il discorso è noto: ridurre il carico fiscale permette di attirare nuovi contribuenti le cui contribuzioni compenseranno la diminuzione generale delle imposte. È questa, in sintesi, il credo su cui si fonda la terza riforma sulla fiscalità delle imprese (Rii III), su cui voteremo il 12 febbraio. Una riforma che aveva come obiettivo l'eliminazione degli statuti fiscali speciali ma che si è tradotta in un abbassamento generalizzato delle imposte per le (grosse) imprese. Per chi, come Unia, sostiene il referendum, l'assioma meno tasse uguale più entrate non funziona.

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21.12.16
Italia
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Questa volta non si può dire che l’Italia non abbia dato una prova di efficienza istituzionale nel risolvere la crisi seguita alla dura sconfitta del governo nel referendum sulla controriforma della Costituzione: è bastata una settimana per archiviare l’esperienza di Matteo Renzi e varare un nuovo governo. Ma è proprio così? La realtà racconta un altro romanzo in cui l’io narrante è sempre lui, il rottamatore fiorentino che pur avendo lasciato la guida dell’esecutivo non ha fatto alcun passo indietro, anzi ha imposto la sua soluzione alla crisi, i suoi uomini e le sue donne e ora tenta di imporre anche i suoi tempi, cioè le elezioni anticipate.

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21.12.16
Strage dell'amianto
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Non un processo unico a Torino ma quattro differenti procedimenti: uno nel capoluogo piemontese, uno a Reggio Emilia, uno a Napoli e un altro ancora (il più grande) a Vercelli. Non omicidio intenzionale ma omicidio colposo plurimo aggravato come capo d'accusa contro l'ex padrone della Eternit Stephan Schmidheiny. Così ha stabilito martedì scorso 29 novembre a Torino la giudice dell'udienza preliminare (gup) Federica Bompieri, che era chiamata a esprimersi sulla richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario formulata dalla Procura di Torino.

Dopo quindici anni di indagini, due processi, una condanna annullata a causa della prescrizione, una sentenza della Corte costituzionale e un anno e mezzo di udienza preliminare di quello che sarebbe dovuto essere il processo “Eternit bis” per la morte di 258 persone uccise dal l'amianto disperso negli ambienti di vita e di lavoro dagli stabilimenti Eternit in Italia (sotto il controllo del gruppo svizzero tra la metà degli anni Settanta e il 1986), la vicenda giudiziaria che coinvolge il miliardario svizzero subisce così una nuova svolta.

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06.12.16
Politica dei trasporti
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Il nuovo orario ferroviario che entrerà in vigore il prossimo 11 dicembre si porta appresso una novità storica: mezz’ora di viaggio in meno sull’asse Nord-Sud. Tutto ciò grazie alla nuova galleria di base del San Gottardo, inaugurata in pompa magna lo scorso giugno e ora finalmente in funzione. Una storia di lotte e sofferenze (1 morto ogni 6,3 km), quella di Alptransit, ma anche di miliardi investiti dalla Confederazione in favore del trasporto su rotaia. Un appoggio al treno sempre sostenuto dalla popolazione alle urne e che fa della rete ferroviaria elvetica una delle più efficienti al mondo.  Tuttavia, uno spauracchio comincia ad aggirarsi sulle nostre strade: i grandi bus di linea che oggi attraversano la Svizzera e, presto, potrebbero concorrenziare proprio la ferrovia. Sempre che non lo facciano già. Violando la legge.

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06.12.16
Formazione per lavoratori
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Giovedì 1° dicembre il sindacato Unia e la fondazione Ecap hanno festeggiato dieci anni di proficua collaborazione con un convegno commemorativo. L'input all'accordo nazionale tra l'ente formativo e il sindacato era arrivato proprio dal Ticino, come ha ricordato Giacomo Viviani, direttore di Ecap Svizzera, ma una collaborazione esisteva già da alcuni decenni.

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06.12.16
Ticino
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Il contratto collettivo degli architetti e ingegneri è figlio dei giorni nostri. Per più motivi. In primis, il degrado del mondo del lavoro cantonale impone la regolamentazione dei rapporti in una professione considerata tipicamente liberale. Una novità che sconta l’assenza storica di un’organizzazione collettiva dei dipendenti in grado di rappresentare una forza sociale nel confronto col padronato. Ma il contenuto del contratto riflette pure le nuove modalità di lavoro offerte dalle novità tecnologiche, attraverso le quali passano lo sfruttamento, il dumping e la concorrenza sleale.

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06.12.16
Cuba
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“Yo soy Fidel”, (anche) io sono Fidel. Noi tutti, popolo cubano, siamo e saremo Fidel. Per onorare il suo lascito storico e il suo testamento politico nel momento in cui la morte infine ha fatto il suo corso, venerdì 25 novembre. Queste parole sono state quelle più gridate e più sentite nella cerimonia funebre nella Piazza della Rivoluzione dell’Avana e poi nel lungo corteo funebre che, per 900 chilometri, ha portato le ceneri fino al cimitero monumentale di Santa Ifigenia di Santiago.

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06.12.16
L'intervista
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Il quarto congresso di Unia chiusosi sabato scorso a Bienne è stato l’ultimo in veste di dirigente per Rita Schiavi, che a fine gennaio andrà in pensione. L’abbiamo incontrata per una chiacchierata di bilancio. Classe 1955, figlia di immigrati italiani, nata e cresciuta a Zurigo ma trapiantata a Basilea («città più aperta e più di sinistra, che preferisco di gran lunga», afferma), ha dedicato la sua vita professionale quasi interamente al sindacato, di cui gli ultimi sedici come membro della direzione.

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06.12.16
La vignetta
© Corrado Mordasini 2016

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